Franz Pagot, spiegare la politica ai giovani divertendoli

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Franz Pagot
Franz Pagot, spiegare la politica ai giovani divertendoli

Roma, (askanews) – Spiegare la politica ai giovani non è solo possibile ma necessario. Ne è convinto Franz Pagot, Cavaliere al Merito, giornalista e scrittore, con una trentennale esperienza nel mondo del cinema come direttore della fotografia e autore del libro “La politica italiana spiegata a mia figlia”. Un libro nato proprio da una domanda.
“Da una domanda che mi ha fatto mia figlia che quest’anno è diventata diciottenne e l’anno scorso mi ha chiesto: Tu per chi voti? Per chi devo votare? Questo è il mio settimo libro, il primo libro in italiano, gli altri libri li ho scritti in inglese e stavo cercando finire un libro che si intitolava ‘La politica italiana spiegata agli inglesi’ ed ero arrivato a più di seicento pagine ed ho iniziato una serie di chiacchierate dopo questa domanda con mia figlia e quindi tutto quello che si legge nel libro è verissimo. Fu mio figlio ed alcuni dei suoi amici insieme a quelli di mia figlia che mi dissero che sarebbe un bellissimo libro. Quindi abbiamo raccolto tutta una serie di chiacchierate, tutte vere, in questo libro ed il resto è storia recente”.
Secondo Pagot, quindi, è davvero possibile spiegare la politica ai giovani. “Spiegare la politica italiana è un po’ come spiegare la matematica, si spiega da sola. E questa non è una frase mia ma una frase di un matematico del cinquecento che era Cardano. Diciamo che la politica si può spiegare e bisogna spiegarla, il difficile è spiegare alcuni politici o il comportamento di alcuni politici che i giovani hanno difficoltà a comprendere. Soprattutto perché negli ultimi tempi la politica è diventata più comunicazione che politica vera come si faceva una volta. I giovani hanno tantissime domande. Mi sono accorto che, non solo le domande di mia figlia, dei suoi compagni o di mio figlio che ha 23 anni, ma soprattutto di moltissimi giovani che dopo la pubblicazione del libro continuano a scrivermi sui social media facendomi un sacco di domande a cui hanno bisogno di risposte. Sono curiosi di sapere e non vogliono le solite risposte fatte, ma risposte concrete e a volte anche divertenti perché come tutti i giovani, come lo eravamo noi, hanno una soglia di attenzione molto bassa, quindi dobbiamo dare delle comunicazioni soprattutto in questi tempi di social media, molto immediate, molto semplici ma al tempo stesso anche profonde. Infatti la difficoltà del libro è stato scrivere in modo semplice”.
Per lo scrittore è possibile far appassionare i giovani alla politica. “Ci si lamenta dei giovani da sempre, lo stesso Socrate si lamentava cinquecento anni prima della venuta di Cristo dicendo che i giovani non hanno nessun interesse e non vogliono far nulla e anzi è una generazione persa. Quindi è un po’ intrinseco ai giovani, noi stessi quando eravamo giovani non avevamo interesse a questa cosa qui anche se le generazioni passate erano più coinvolte dalla politica. Al giorno d oggi è più difficile perché sono stimolati sul web da tantissime cose e vogliono risposte veloci. Si possono appassionare divertendoli e cercando soprattutto di trovare delle risposte che siano vere”.
Giornalista di politica estera Pagot non ritiene ci siano troppe differenze tra i politici italiani e quelli esteri. “Anni fa avrei dato una risposta diversa dicendo che sono mondi diversi. Im realtà un po globalmente si sta raggiungendo un livello molto simile sia che parliamo di politica americana, sia inglese, piuttosto che in australia, piuttosto che in Austria e in Germania. Quello che si è creato è un bipolarismo”.
Il capitolo del libro a cui però l’autore resta affezionato è quello più poetico. “Forse le parti più vere nel rapporto padre-figlio. Come padre trattare i figli è come un vasetto di cristallo, lasciamo le impronte anche se stiamo attenti e rischiamo di romperlo. A volte mandiamo tutto in frantumi. Non è possibile maneggiare un figlio o una figlia senza lasciare un impronta. Un capitolo a cui sono particolarmente affezionato si intitola ‘Foglie’ che è un momento un po’ poetico che tratta un momento difficilissimo della politica italiana che è il caso Mattei e quello mi fa l’opportunità nel capitolo di dire che ci sono dei politici onesti e ne faccio anche nome e cognome”.

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