Come bere un’acqua migliore con benefici per l’ambiente

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Come bere un'acqua migliore con benefici per l'ambiente

Padova, (askanews) – In Italia l’acqua del rubinetto si può bere. Ma è migliorabile. Ad affermarlo è Lauro Prati, Direttore Business Unit Trattamento Acque di Culligan, azienda con un’esperienza di oltre 80 anni nel settore del trattamento dell’acqua in tutte le sue applicazioni. Nei settori industriale, domestico e commerciale, Culligan è un punto di riferimento mondiale per quanto riguarda la qualità dell’acqua. A Padova, Culligan ha proseguito la sua attività di formazione e informazione con il corso “Qualità dell’acqua: tra sicurezza, sostenibilità e disinformazione”, organizzato in collaborazione con Sigef.
“In Italia, l’acqua dell’acquedotto è assolutamente sicura ed è periodicamente controllata da parte delle Asl, che sono emanazione sul territorio del Ministero della Salute. Purtroppo gli italiani non sono consapevoli di questa cosa, tanto è vero che l’Italia è il primo consumatore europeo per bottiglie di plastica e il terzo a livello mondiale, con tutte le conseguenze che ci sono dal punto di vista dell’impatto ambientale, se parliamo di residui plastici nei nostri oceani o anche di emissioni di anidride carbonica legate legati alla produzione e alla distribuzione dell’acqua”.
Parlando dell’acqua che ogni giorno esce dai nostri rubinetti, Prati ha spiegato: “L’acqua è garantita dagli acquedotti sino al contatore di casa, poi nell’ultima parte sta all’utente finale garantire la qualità dell’acqua. E’ in questa parte che si annidano le problematiche legate alle tubazioni vecchie che possono lasciare residui ferrosi o comunque altre cose analoghe e che devono essere garantite dal cliente finale ed è qui che si inserisce la parte del trattamento acqua”.
Per avere un’acqua più sicura in casa, in commercio esistono varie soluzioni, con diverse tecnologie in funzione delle necessità. “Si parte dalle tecnologie base di filtrazione, che vanno a intervenire sulle parti di torbidità dell’acqua, dai residui ferrosi derivanti dalle tubazioni, fino a impianti più strutturati come quelli a osmosi che garantiscono una filtrazione quasi assoluta dell’acqua e danno anche la sicurezza dal punto di vista batteriologico”.
Per Culligan l’incontro formativo organizzato in Veneto è una tappa importante, perché proprio in questo territorio il tema della qualità dell’acqua è particolarmente sentito e le problematiche della regione sono state ampiamente riportate dai media negli ultimi mesi. Qui la vicenda dei Pfas, sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute, ha destato particolare allarme nell’opinione pubblica.
Su questo delicato argomento è intervenuto Giorgio Temporelli, consulente tecnico e divulgatore scientifico. “Nonostante le acque dell’acquedotto siano sicure e controllate, ci sono delle sostanze che possono essere presenti, di origine naturale, come l’arsenico come nelle zone del Lazio e della Toscana, e in tempi più recenti abbiamo scoperto i Pfas in Veneto che sono, invece, sostanze di natura antropica”.
Anche se non esistono prove che i Pfas siano cancerogeni, restano problematici dal punto di vista ambientale e per la salute dei cittadini. “I Pfas sono sostanze di sintesi – ha aggiunto Temporelli – sono state formulate per essere estremamente resistenti nell’ambiente dove durano e persistono e sono bioaccumulabili, quindi rimanendo per molto tempo nell’ambiente, entrano anche nella catena alimentare e vengono ingerite dall’uomo attraverso l’acqua e si accumulano nell’organismo dove possono dare una serie di problemi alla salute, svolgendo un’azione di interferenti endocrini”.
Con questo termine si indicano sostanze che possono interferire col sistema endocrino, provocando potenziali danni alla fertilità.
Ma in questa situazione cosa possono fare i cittadini per rendere sicura l’acqua di casa e proteggersi dagli inquinanti emergenti? “Culligan ha un impianto di trattamento acque ad osmosi inversa di tipologia avanzata che unisce un impianto ad osmosi con un impianto a resine che permette di far rientrare i quantitativi di Pfas nei termini di legge”.
In realtà veri e propri limiti di legge al momento esistono soltanto negli Stati Uniti d’America, mentre in Italia non sono previsti né dalle norme nazionali né da quelle europee.
“Abbiamo già molti impianti installati con grande soddisfazione dei clienti ed è anche da ricordare che questa tipologia di impianto è certificato ed è applicabile anche in altre tipologie di acque o di utilizzi come la ristorazione piuttosto che l’acqua per gli uffici”.

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