Charles Anfrie (1833 – 1905) una scultura di un giovane ragazzo con orologio da tasca – Bronzo

Charles Anfrie (1833 – 1905) una scultura di un giovane ragazzo con orologio da tasca – Bronzo

Bronzo “Young Boy With Pocket watch” firmato C. Anfrie, Charles Anfrie (1833 – 1905)Altezza: 28 cm.Peso: 2,1 kg.Base del diametro: 10 cm.Condizioni: buone, con una bella patina originale e senza restauri.Cast: fine del XIX secolo.

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La scultura di due amanti stringe le mani – Marmo – 1850-1899

Una scultura in marmo bianco finemente scolpita di due mani ad incastro, un uomo e una donna, come un memento mori che simboleggia l’amore eterno, nella vita e dopo la morte. Dimensioni: circa 30x10x5cm e peso 2211gr.Condizione: in generale molto buona, pochi piccoli morsi delle pulci e una minore usura dovuta all’età.Questo lotto sarà accuratamente confezionato e spedito per posta raccomandata ed assicurata.

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Scultura – statua del violinista di 1

Magnifica scultura in babbit, verniciata e brillante, rappresentante un violinista seduto su una panchina. Il violino può essere smontato, manca l’archetto, ma la sua assenza non influisce sulla scena, dove si sente quanto il musicista viene spazzato via dalla sua arte, che la illumina.Il suo viso delicato è espressivo e dettagliato, mentre il suo vestito drappeggiato ei suoi capelli ricci vestono questo momento musicale.In buone condizioni generali, non firmatoSpedizione sicura con tracciamento.

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L’arte di Fatma Bucak alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo

L'arte di Fatma Bucak alla Galleria d'Arte Moderna di Palermo

Palermo, (askanews) – L’arte di Fatma Bucak, artista nata nel Sud della Turchia, vicina al confine con la Siria, approda alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Fondazione Merz, la GAM di Palermo e il Festival delle Letterature Migranti, presenta in concomitanza con Manifesta 12 la Biennale Nomade Europea, “So as to find the strength to see”.
L’artista, che mette al centro delle sue opere l’identità politica, la mitologia religiosa e il paesaggio come spazio di rinegoziazione storica, ha spiegato il progetto:
“Questa mostra apre con una riflessione sulla storia, come si scrive oggi la storia, come si parla di alcuni temi, quali sono le storie che fanno parte della storia umana oggi e quali no, quindi porta alla Gam di Palermo alcuni paesaggi di confine, dove alcune storie e alcuni vissuti si mostrano in diverse forme con video, installazioni sonore, scultura, come ad esempio il confine tra Armenia e Turchia o quello tra Texas e Messico”.
“Poi c’è una riflessione su quella ‘perfetta storia bianca’, che ha poi però delle lacune e questa riflessione viene espressa in questa installazione ‘Enduring nature of thoughts'”.
Il progetto prevede una proiezione video di grande impatto emotivo e visivo inserita nel percorso della collezione storica della Galleria e alcune installazioni in spazi interni ed esterni del Museo Civico. Beatrice Merz presidente dell’omonima Fondazione: “Noi portiamo avanti questo programma di scelte di artisti che vengono da paesi difficili da molti anni, su Palermo abbiamo iniziato il programma ‘Punte brillanti di lance’, una sorta di collaborazione con le istituzioni locali e questa mostra si inserisce proprio al suo interno”.

Alla Galleria Borghese di Roma arriva Picasso scultore

Alla Galleria Borghese di Roma arriva Picasso scultore
Alla Galleria Borghese di Roma arriva Picasso scultore

Roma, (askanews) – Apre alla Galleria Borghese il 24 ottobre la prima mostra in Italia dedicata a Picasso scultore.
Pensata come un viaggio attraverso i secoli, seguendo il filo cronologico dell’interpretazione plastica delle forme, la mostra, allestita nelle sale della Galleria Borghese, tra opere di Caravaggio, Raffaello e Canova, presenta 55 capolavori del grande maestro spagnolo realizzati dal 1902 al 1961.
Picasso, ispirato dalle opere di Roma antica e del Rinascimento, attinge continuamente alle sue origini classiche e mediterranee, conferendo alla sua opera una dimensione universale e senza tempo.
Anna Coliva, ideatrice e curatrice della mostra.
1.28/2.01
“Picasso scultore è secondo me l idea più forte di destrutturazione del linguaggio della scultura nel 900 in un momento in cui la scultura era paralizzata per la sua incapacità di adeguarsi al linguaggio contemporaneo. Picasso interviene come una bomba e trova la chiave linguistica per affrontare e rifondare e ricreare il concetto di scultura”.
La mostra è la prima in Italia dedicata a Picasso scultore e vuole proseguire il lavoro di indagine sul concetto di scultura che la Galleria Borghese sta portando avanti da molti anni attraverso maestri di secoli diversi.
Ancora Anna Coliva
2.01-
“Credo che questo sia un ambiente adatto per il trionfalismo, l euforia, la vitalità di Picasso, sempre fortemente attuale, così com è ffortemente attuale la collezione Borghese, la Villa Borghese, perché risponde ai dati originari del suo creatore e credo che il suo creatore, Scipione Borghese avrebbe detto, davanti a Picasso quello che gli fa dire Apollinaire “Je n’aime pas les artistes qui ne sont pas de ses époque”.
La mostra, aperta fino al 3 febbraio prossimo, raccoglie anche una serie di fotografie di atelier inedite e video di Picasso che raccontano il contesto in cui le sculture sono nate.

La violenza e l’estasi, il Barocco infinito da Caravaggio a oggi

La violenza e l'estasi, il Barocco infinito da Caravaggio a oggi

Milano (askanews) – Il punto di partenza è l’idea di Walter Benjamin che con il Barocco si inauguri la modernità. il punto d’arrivo, se mai un approdo esiste, è un percorso per larghi tratti vertiginoso che unisce Caravaggio e Pierre Huyghe, Rubens e Berlinde De Bruyckere. Stiamo parlando della nuova mostra di Fondazione Prada a Milano, “Sanguine – Luc Tuymans on Baroque”, nella quale il pittore belga, uno dei più importanti dei nostri tempi, veste i panni anche del curatore per allestire una rappresentazione dell’idea di Barocco aggiornata, in modi spesso brutali, agli ultimi quattro secoli.
“L’elemento che si ritrova in molti Paesi e in molte opere, soprattutto dell’arte occidentale – ha spiegato Tuymans ad askanews – è l’elemento della violenza, in questo caso combinata con la tenerezza e l’estasi in un certo senso. E poi c’è un senso di confusione, di illusione di fronte alla realtà, che è un aspetto che si adatta anche ai tempi che stiamo vivendo. Ma quello che è più importante ricordare è che il barocco è una struttura molto flessibile, che può abbracciare quasi tutto, dalla musica alla scultura, dall’architettura alla pittura e alle stampe. E’ una forza che procede oltre la razionalità”.
Al centro della mostra, con una forza drammaticamente grottesca, l’installazione del 2008 “Fucking Hell” di Jake e Dinos Chapman, una serie di plastici con 60mila soldatini mostruosi che subiscono o praticano ogni tipo di violenza in una sorta di inferno post nazista. Un oggetto artistico imponente e sovraccarico, ripugnante e magnetico, in questo senso perfettamente barocco, viene da dire. Circondato poi da dipinti secenteschi, tra cui anche il “Fanciullo morso da un ramarro” del Caravaggio, che costruiscono una sorta di quinta, ridondante al punto giusto.
Secondo Tuymans, riflettendo sul Barocco, l’arte e la cultura si assumono anche il compito di combattere una battaglia contro la stupidità e, soprattutto, contro l’oblio.
“Non si deve sottovalutare né sopravvalutare il proprio pubblico – ha aggiunto l’artista – bisogna dare loro l’opportunità di guardare e di avere una esperienza visuale personale, perché la diversità in tutto questo è un elemento importante. Ma la cultura è il collante che ci tiene uniti, non bisogna mai dimenticarlo”.
In mostra, lungo la galleria Nord e tutto il Podium della Fondazione Prada ci si può imbattere nella figura della vittima, sotto forma del Cristo morto di Rubens o della ragazzina senza vita di Marlene Dumas, o ancora dei cavalli della De Bruyckere e perfino del Golia di Caravaggio. Ma ci sono anche le suggestioni monumentali di Mark Manders o il grottesco di Roberto Cuoghi. E la sensazione è che Tuymans abbia voluto firmare una mostra anche politica.
“Non esiste un’opera d’arte che nasca già con un contenuto politico – ci ha però replicato il pittore belga -. Può assumere una valenza politica in certi specifici momenti storici, ma questa è una cosa diversa. E questo è anche il privilegio dell’arte”.
Alla fine, come nella video installazione di Bruce Nauman, ogni cosa ci appare duplice, tanto positiva quanto negativa, tanto chiara quanto oscura. Così da poter dire, fedeli alla convinzione che la cultura serva a fare domande anziché a dare risposte, che almeno questa missione è compiuta. La mostra “Sanguine” resta aperta al pubblico in Largo Isarco fino al 25 febbraio 2019.